BIOGRAFIA

Riccardo Zancano nasce a Trieste nel 1971 da genitori commercianti. Si avvicina al mondo dell’arte alla fine degli anni novanta. Frequenta corsi di gemmologia e di taglio delle pietre preziose. Nel 2003 consegue il titolo di “Maestro d’Arte” nella disciplina di “Arte delle pietre dure e delle gemme“ presso il rinomato Istituto “B. Cellini” di Valenza Po (AL).
Negli anni successivi concentra la sua attenzione ad approfondire il taglio delle gemme e la pittura ad olio.
Nel 2012 consegue il diploma di Istruzione liceale a indirizzo artistico presso l’Istituto “E. e U. Nordio” di Trieste nella sezione “Decorazione pittorica“. In seguito frequenta dei corsi di disegno di nudo presso l’Accademia di fumetto di Trieste, dove perfeziona la tecnica a carboncino, sanguigna e acrilico su cartoncino.
Dal 2015 partecipa a mostre collettive e personali, concorsi internazionali di prestigio in Italia e all’estero, ottenendo ampi apprezzamenti di consenso.
Nel 2017 partecipa ad uno stage di pittura astratta, presso la “Scuola del Vedere” a Trieste.
Nel 2019 pubblica un libro biografico intitolato “Riccardo Zancano” editato da Silvia Landi, Gruppo Editoriale Espresso – GEDI.
Artista inserito in Enciclopedia d’Arte Italiana, Catalogo Generale Artisti dal Novecento ad oggi e nel Getty Vocabulary.
DESCRIZIONE TEMATICA DELLE OPERE
La commistione dei soggetti proposti, spesso riconducibili ad allegorie di matrice ornitologica, trova una forte affinità con la tecnica a olio prediletta dall’artista. L’uso ricorrente di pigmenti dorati impreziosisce le opere ed evoca le antiche lavorazioni dei grandi maestri orafi. I valori formali e concettuali che ne emergono delineano un linguaggio artistico riconducibile al Realismo Concettuale, al Simbolismo e alla Pittura Metafisica.
L’elemento più distintivo della ricerca di Riccardo Zancano è l’applicazione di inserti in pietre dure, gemme e minerali semipreziosi, ai quali attribuisce specifici significati simbolici. Onice, Spinello nero, Tormalina nera e Diamanti diventano pupille, mentre Giada verde, Smeraldi o Granato verde si trasformano in foglie o fili d’erba, perfettamente mimetizzati nella superficie pittorica. Ogni pietra viene tagliata e lavorata manualmente dall’artista, un processo che richiede tempi esecutivi più lunghi e si sviluppa in due fasi: la realizzazione pittorica e il successivo inserimento dei minerali.
Da sempre attratto dalla bellezza, dall’amore, dall’introspezione e dalla natura, Zancano ha reso questi temi il tratto distintivo della propria poetica, rendendoli immediatamente riconoscibili al pubblico e ai collezionisti.